mercoledì 6 giugno 2018

Storie di razzismo e coraggio

Ci commuoviamo di fronte al film strappalacrime, mandiamo l’sms solidale e ci sentiamo tutti dalla parte buona perché votiamo quelli lì, non gli altri.
Eppure Miep e Jan Gies scelsero di non rimanere dei semplici spettatori e tentarono di salvare Anna Frank e la sua famiglia.
Perché era la cosa giusta da fare. Perché avevano capito che rimanere inermi di fronte al martirio dei propri simili significa essere colpevoli anche più dei torturatori. Perché sapevano che nascere ebrei, rom, extracomunitari o omosessuali è solo frutto del caso.
La vita stessa è fatta di un briciolo di certezze e un oceano di imprevedibilità, che in un fuggevole istante possono togliere al fortunato di turno ogni suo privilegio. E, come spesso accade, solo in quel momento egli capirà il senso di tutto.
Tuttavia, sono felice di sapere che al mondo ci sono persone come Miep e Jan Gies, donne e uomini che non hanno bisogno di aspettare che la ruota giri per capire cosa significhi essere umani...


Dal libro Il dono della diversità, antologia di racconti ispirati da fatti realmente accaduti premiata nel 2015 con il Marchio editoria di qualità alla Rassegna della Microeditoria di Chiari.

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