venerdì 14 dicembre 2018

Razzismo nel calcio

C’era una volta un gioco di parole che si chiama società moderna.
Dove un calciatore inglese accusa i media di alimentare il razzismo.




E dove, di solito, i media accusano i politici di fare altrettanto.
Dove i politici puntano il dito contro coloro che insultano e che aggrediscono.
E dove coloro che si macchiano di tali ignobili azioni negano che sia il razzismo, la causa di tutto.
Allora, quel pugno è solo violenza.
E quell’offesa è ignoranza, al peggio, idiozia.
Quello sputo è maleducazione.
E quei buu allo stadio sono solo tifo.
Quell’assalto in tanti contro uno è una goliardia.
E quell’epiteto sgradevole è un'uscita poco gentile.
Perché, alla fine di tutto, il razzismo è parte di noi, o non esiste.
E, se non esiste, non abbiamo sentito parlare di giocatori di colore, ma solo di giocatori e basta.
E neppure di atleti neri.
Bensì, solo atleti.
In breve, umani.
Magari, fosse così...

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venerdì 7 dicembre 2018

Carta della famiglia ariana

C’era una volta la carta della famiglia.
Della famiglia ariana, però, non confondiamo.
Anzi, non mescoliamo.
Camerati, a noi!
Nel senso letterale, ecco.
Tutto a noi e a loro, nisba.
Fratelli patrioti, il governo di giallo verde vestito, ovvero camuffato, ma in realtà è nero fino al midollo, ha approvato l’ennesimo emendamento a difesa della razza italica.
Difatti, la vecchia carta del 20 settembre 2017, buonista, tollerante e smidollata permetteva alle famiglie con redditi modesti e almeno tre figli minorenni di ricevere sconti su beni e servizi di vario genere, come medicinali, prodotti alimentari, bollette e altro.
Tutte le famiglie, senza la necessaria distinzione genetica, creando un pericoloso e contaminante miscuglio che noi altri, baluardi del sangue puro, ci siamo prefissi di debellare.
D’altronde, ci avete votato per questo, giusto?
E per cos’altro, allora?




Indi per cui, grazie alla nostra sterilizzante modifica, l’agevolazione verrà garantita soltanto alle famiglie ariane, in altre parole, di comprovata origine italiana, chitarra, spaghetti e mandolino, pure mafia, va’, tutto il repertorio, basta che sia roba certificata.
Al contempo, le famiglie… cioè, gli esotici agglomerati che si ostinano a voler sembrare civili come noi contraendo matrimonio e figliando, per quanto legalmente regolari, non potranno mai godere dei nostri stessi privilegi.
Perché non siamo noi a essere razzisti.
Forse lo siamo, magari facciamo solo finta per guadagnare consenso.
Di sicuro lo siete voi che ci avete votati.
È che ancora non lo avete capito...

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venerdì 30 novembre 2018

Quelli che non è razzismo

C’era una volta una voce.
La puoi sentire anche ora.
Di sicuro ne puoi leggere le parole.
O i deliri, che tanto la musica non cambia.
Gli arditi commenti da tastiera.
E i monologhi urlati al riparo di un’arrogante poltrona da PC.
C’era una volta, è purtroppo ci sarà anche domani, la voce che innanzi al video dell’adolescente aggredito dal compagno di scuola in inghilerra, così come di fronte a ogni tipo di gesto e insulto discriminatorio, ti dirà che non è razzismo.
Che da noi non esiste il razzismo.
Solo qualche mela marcia.
Che si tratta solo di una goliardia.
Di classiche zuffe tra ragazzi.
Che ci sono sempre state e sempre ci saranno.
Che non bisogna tirare in ballo il razzismo per tutto.
Concedendoti, al massimo, che magari si tratta di normale bullismo.
Anche se quest’ultimo accostamento di parole dovrebbe essere vietato da ogni tipo di sintassi.
C’era una volta, quindi, il razzismo per chi ne nega l’esistenza.
Dove se un ragazzino immigrato dalla Siria viene sottoposto a una versione scolaresca del waterboarding da un compagno inglese, l’origine di entrambi non c’entra.
Come se non fosse questo che viene insegnato ogni giorno da tanti, troppi governi di questo mondo...

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mercoledì 21 novembre 2018

Babbo Natale libera Pietro il moro

Babbo Natale e Zwarte Piet (Black Pete, Pietro il moro) - foto da Wikipedia
Caro Babbo Natale,
ovvero, la versione olandese, ecco.
Diciamo pure del Belgio, va’.
Capisco che le tradizioni siano importanti, me ne rendo conto.
Sono consapevole del fatto che, malgrado le incongruenze con la vita reale, ciò che conta non sia l’aspetto puramente formale, ma il significato del rito.
Ovviamente non mi perderò in scontate considerazioni sul consumismo di massa concentrato nel mese dicembrino a ridosso della festività che ti vede protagonista.
Passo oltre anche dinanzi all’ingombrante legame che vede la tua indistinguibile figura, nonché il tuo look e l’allegra risata, con gli spot nel secolo scorso dell’arcinota bevanda effervescente quanto energizzante.
Mi sforzo altresì di tralasciare nel tempo di una pagina la colossale contraddizione tra l’abituale quadretto del venticinque, con la famigliola riunita sotto l’albero a scartar pacchi, e la maggioranza del pianeta costretta alla finestra, ma dal lato esterno, dove per miliardi di persone vuol dire fame e stenti.
Nondimeno, anche le tradizioni, sopratutto quelle benevoli sulla carta con cui avvolgere doni e pie intenzioni, dovrebbero avere un cuore da qualche parte.
Ti prego, perché non fai un regalo alla porzione d'umanità colpevole di esser nata con la carnagione sbagliata?
Sciogli le catene che imprigionano Zwarte Piet, Black Pete, Pietro il moro, o comunque lo si chiami.
Libera il suo personaggio da tale ricorrente incubo.
Perché ad alcuni piacerà pure interpretare Babbo Natale, ma nessuno è felice di essere il piccolo aiutante nero...

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giovedì 15 novembre 2018

Trova le differenze

Partecipa anche tu al grande gioco.
Anzi, ci stai giocando fin dalla nascita, anche senza muovere un dito.
Giacché diciamolo, non è che a tutti davvero interessi la tua partecipazione.
Prendi il mondo che ti rappresenta, o almeno dovrebbe farlo.
Vedilo come un enigma di risolvere, uno di quelli con cui passare il tempo tra un impegno e l’altro.
Malgrado durante siffatto intervallo ci sia qualcuno che sta facendo le scelte principali riguardo al tuo futuro e quello dei tuoi cari.
Apri gli occhi, ora, mi raccomando, osserva con attenzione il tabellone del potere.
Lo schema è semplice, come la maggior parte degli equilibri che determinano la nostra esistenza.
Ecco, guarda e trova le differenze:





Vuoi il cosiddetto aiutino?
In quale riquadro ci sono più donne, al netto del solito, scontato numero di uomini?
Dove c’è più eterogeneità culturale ed etnica?
Quale immagine assomiglia maggiormente alla realtà, invece che a una falsificazione?
E poi dicono che tra destra e sinistra non c’è differenza...


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giovedì 1 novembre 2018

Il pericolo globale

Quando il paese più verde e più multicolore.
La nazione più eterogenea e meno identificabile per il colore della pelle e la forma degli occhi, la linea del volto e la moda del momento.
La terra dove le parole sono musica.
E la musica appartiene a tutti.
Dove la povertà non è mai riuscita a far smettere la popolazione di sorridere.
E ballare.
Di mescolarsi e confondersi.
In una variopinta tonalità riconoscibile dall’alto come dal basso.
Soprattutto dal basso.
Quando il paese dal cuore d’ossigeno e natura più vasto.
E dalla semplicità di celebrare ogni attimo con una festa.
Anche qualora festa non sia.
Quando anche tutto questo decide di scegliere come leader un fascista, razzista e nemico dell’ambiente.
Ditemi voi se il pericolo non è globale
 

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giovedì 14 giugno 2018

Aquarius in Sardegna: Italia sotto attacco, di nuovo

Concittadini tutti, allerta!
Il nemico è nuovamente alle porte.
Secondo gli ultimi dispacci, Aquarius, la nave avversa ha tradito ogni nostra speranza, risparmiando le coste iberiche, dirigendosi piuttosto verso il nostro avamposto sardo.
Fratelli patrioti, orsù, stringiamoci a corte.
O, meglio, a corteo.
Anzi, ronda, che fa più notizia.
La minaccia infedele e incivile si abbatte or ora sull’isola vacanziera per eccellenza.
Camerati feriali!
Nel senso di ferie, ovviamente.
Vi rendete conto del rischio che corriamo?
Vi immaginate a guadagnarvi la meritata abbronzatura accanto agli abbronzati di nascita?
E non stiamo parlando di star del cinema afro americane, di sceicchi arabi o di modelle esotiche.
Soldati!
Indossate al più presto divise d’intolleranza e corazze respingenti.
I nostri più temuti invasori sono a centinaia, stipati nel loro sgradevole cargo battente bandiera buonista.
Difendiamo gli italici confini dall’infernale orda.
Colpevole del peggior peccato di cui si possa macchiare il nuovo arrivato.
Fame.
Sete.
Malattie.
In una parola, povertà.
Amici sardegnoli, coraggio, resistete.
Rinforzate e innalzate i vostri virili nuraghe.
Stiamo arrivando.
Siamo sul pezzo, puntuali.
Tanto, non abbiamo altro di cui parlare
 

mercoledì 6 giugno 2018

Storie di razzismo e coraggio

Ci commuoviamo di fronte al film strappalacrime, mandiamo l’sms solidale e ci sentiamo tutti dalla parte buona perché votiamo quelli lì, non gli altri.
Eppure Miep e Jan Gies scelsero di non rimanere dei semplici spettatori e tentarono di salvare Anna Frank e la sua famiglia.
Perché era la cosa giusta da fare. Perché avevano capito che rimanere inermi di fronte al martirio dei propri simili significa essere colpevoli anche più dei torturatori. Perché sapevano che nascere ebrei, rom, extracomunitari o omosessuali è solo frutto del caso.
La vita stessa è fatta di un briciolo di certezze e un oceano di imprevedibilità, che in un fuggevole istante possono togliere al fortunato di turno ogni suo privilegio. E, come spesso accade, solo in quel momento egli capirà il senso di tutto.
Tuttavia, sono felice di sapere che al mondo ci sono persone come Miep e Jan Gies, donne e uomini che non hanno bisogno di aspettare che la ruota giri per capire cosa significhi essere umani...


Dal libro Il dono della diversità, antologia di racconti ispirati da fatti realmente accaduti premiata nel 2015 con il Marchio editoria di qualità alla Rassegna della Microeditoria di Chiari.

mercoledì 30 maggio 2018

Storie di razzismo e delirio

Care amiche e gentili amici,
chi vi parla è una persona attenta ai fenomeni che, in questo travagliato momento storico, attanagliano la nazione. Per ovvi motivi preferirei rimanere anonimo, le rivelazioni che sto per farvi potrebbero mettermi a rischio.
Confesso che ho già contattato quotidiani e settimanali, tv di stato e non, tuttavia, nessuno ha voluto prendersi la responsabilità di rendere pubbliche le mie affermazioni. Confido nel coraggio e nella voglia di verità che traspare nella rete. Vado perciò al dunque. Rumeni, polacchi, cinesi, indiani, pakistani vivono ormai tra noi. Essi vivono, per citare un film di Carpenter. E insieme a questi vi sono anche gli africani. Immagino li abbiate notati anche voi. Non vorrei aggiungere altra preoccupazione di fronte all’invasione che le nostre città stanno subendo. Ciò nonostante, sento il dovere di far luce sull’aspetto più grave di questa sciagura.
Non ditemi che anche voi non avete sentito dentro un non so che di inquietudine innanzi a queste persone con la pelle scura, spesso con le labbra pronunciate, i muscoli robusti, con fisici snelli e vigorosi, i denti sani e gli occhi accesi di vita...

Dal libro Il dono della diversità, antologia di racconti ispirati da fatti realmente accaduti premiata nel 2015 con il Marchio editoria di qualità alla Rassegna della Microeditoria di Chiari.

mercoledì 23 maggio 2018

Storie di razzismo e memoria

1933/1939:
L'intero popolo tedesco venne suddiviso in due categorie principali:
I Camerati della nazione.
Gli Stranieri della comunità, i quali non appartenevano al corpo storico e culturale della Germania.
Dal 1992 ad oggi:
I Comunitari sono coloro che appartengono alla Comunità Europea.
Gli Extracomunitari non possiedono la cittadinanza di un Paese appartenente alla Comunità Europea.

1933/1934:
I nazisti accusavano gli ebrei di tutti i problemi della Germania: povertà, disoccupazione e la sconfitta nel primo conflitto mondiale.
Dal 1994 ad oggi:
Il centro destra, puntualmente in fase di propaganda, accusa gli extracomunitari di tutti i problemi Italiani: povertà, disoccupazione e criminalità.

1938:
Il 30 settembre il governo tedesco stabilì che solo dottori "ariani" potevano curare i tedeschi "ariani". La cura dei pazienti ebrei era, di fatto, già impedita dalle precedenti leggi che escludevano i medici ebrei dalla professione.
2009:
La Lega propone niente cure mediche ai clandestini.

1938:
Il 15 novembre i bambini ebrei vennero esclusi dalle scuole pubbliche.
2008:
Il 14 ottobre la Camera ha approvato una mozione dell’onorevole Cota, Lega Nord, che propone l'istituzione di classi ponte in cui riunire studenti stranieri che non superino prove e test sulla cultura italiana.

1938:
Il 7 novembre Herschel Grynszpan, un giovane ebreo polacco, per vendicare l'espulsione dei suoi genitori dalla Germania, sparò al diplomatico tedesco Ernst Eduard von Rath all'ambasciata tedesca di Parigi. Joseph Goebbels, Ministro della propaganda tedesca, colse l'opportunità di ben figurare con Hitler ordinando una massiccia repressione a Berlino.
2009:
Gennaio, un gruppo di cittadini romeni ha violentato una giovane di 21 anni, picchiando brutalmente il suo fidanzato a Guidonia, vicino a Roma. Il Ministro dell'Interno Maroni ha commentato: "Il 58% degli stupri, in Italia, è commesso da italiani, il 9% da romeni. A Roma i numeri sono diversi: il 35% è commesso da italiani e il 31% da romeni. Questo accade perché a Roma c'è una forte concentrazione, per questo l'emergenza campi nomadi è più forte."

Il regime nazista, come è accaduto a tutti i non-ariani, si macchiò di un vero e proprio genocidio delle popolazioni Rom e Sinti.
Ian Hancock, direttore del Programma di studi Rom presso l'Università del Texas ad Austin, suggerisce una cifra che oscilla tra le 500 mila ed il milione e mezzo di vittime.
Ad memoriam.

Dal libro Il dono della diversità, antologia di racconti ispirati da fatti realmente accaduti premiata nel 2015 con il Marchio editoria di qualità alla Rassegna della Microeditoria di Chiari.

mercoledì 16 maggio 2018

Storie di razzismo contro i migranti

Questa volta Amadou compie un enorme sforzo per sorridere, tuttavia riesce nell’impresa: “Clandestino… Sai, questa è la parola più importante. Noi extracomunitari, prima di diventare immigrati, siamo dei clandestini. I comunitari, come quasi tutti gli italiani che incontrerai di passaggio, molto probabilmente ancora non lo sanno che tu hai qualcosa in più di bello e qualcuno di loro potrà al contrario insinuare che sia qualcosa di brutto. Tu non devi credere a queste persone, mai. Promettilo!”
“Lo prometto!” si affretta a rispondere il bambino, sebbene non sia affatto spaventato.
“Per quante persone possano negarlo”, prosegue lo zio, “tu sei qualcosa in più di bello e questo a prescindere se tu diventi un immigrato o meno, a prescindere da quel che pensano gli altri. E lo sai perché?”
“Perché?”
“Perché tu sei un clandestino. Tu sei il destino del tuo clan, cioè della tua famiglia. Tu sei il futuro dei tuoi cari…”

Dal libro Il dono della diversità, antologia di racconti ispirati da fatti realmente accaduti premiata nel 2015 con il Marchio editoria di qualità alla Rassegna della Microeditoria di Chiari.