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Storie di razzismo sui rifugiati

Siamo noi i rifugiati.
Tutti, ogni volta che accendiamo lo smartphone o, al meglio, l’Iphone e siamo lì, a whatsappare, facendo ticche ticche con le dita impazzite, per dire, rispondere, leggere e ricominciare da capo.
Solo così siamo tutti insieme, mai soli, mai in silenzio, mai vuoto, dentro. E allora guardiamoci, adesso, ad esempio nella metropolitana affollata. Centinaia di persone tutte con la testa incollata su un gigantesco schermo, addirittura 5 pollici.
Tutti al sicuro.
Al riparo.

I rifugiati siamo tutti noi.
Chiusi in auto nel traffico.
Incolonnati in scatole di plastica e metallo super accessoriate, piccole o preferibilmente grandi.
E più sono grandi e più è piccolo l’uomo al volante, ci avete fatto caso?

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