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Storie di razzismo in Italia: Prato

Prato, 16 ottobre 2083

Gentili concittadine,
amici concittadini,
oggi è un giorno felice per me, per alcune ragioni.
Ragioni che saranno oggetto di questa mia.
Ovvero, regali che il presente mi ha fatto e che proprio voi, vicini di vita in questa bella città, non potrete evitare di apprezzare.
Comincio dalla prima, non in ordine di importanza, credetemi.
E’ il mio compleanno.
Sì, oggi compio settant’anni.
Dai, ditemi che non li dimostro. So che non è vero, ma fa sempre piacere sentirlo.
Sapete, alla mia età le dolci parole non bastano mai.
E’ stata una vita intensa, la mia, sino a questo traguardo.
Non direi facile, soprattutto all’inizio.
E non è stata nemmeno un’agevole discesa, il prosieguo del cammino.
Tuttavia, non è la prima volta che festeggio qualcosa e non mi riferisco solo al mio genetliaco.
Mostri ho visto cadere, prima, e scomparire, poi.
E quando il mostro se ne va i cuori liberati non possono far altro che scendere in piazza.
Cantare e ballare.

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