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Storie di razzismo in America: Trayvon Martin

Un bravo ragazzo, dicevano in molti, bravo in matematica e quasi da massimo dei voti, a sentire il suo insegnante di lettere.
Eppure, tutto ciò fu invisibile a George Zimmerman, un volontario per il controllo del crimine, ovvero, un addetto alla ronda, nella versione nostrana, in caccia a bordo della sua macchina.
George chiamò senza pensarci due volte il 911: “Ehi, abbiamo avuto qualche problema nel mio quartiere e qui c’è un ragazzo sospetto.”
Trayvon Martin, era lui il sospetto.
Dopo aver informato la forza pubblica di dove si trovasse, il solerte George ha aggiunto: “Questo ragazzo sembra che stia per fare qualche reato e che sia sotto l’effetto di sostanze…”
Trayvon Martin, con una lattina di tè freddo in una mano e un pacchetto di caramelle nell’altra.

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