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Storie di razzismo e paura dei Rom

Vietato altresì l’ingresso alla vostra violenza.
Immotivata e infantile violenza, verbale ancor più che fisica, emotiva e delirante, causata da nessuna asprezza del vivere.
Che in qualche modo spiegherebbe, senza per questo giustificarla, l’aggressione del momento.
No, la vostra è una violenza figlia del privilegio, inconsapevole e per questo imperdonabile privilegio.
Vietato l’ingresso, ovviamente, alla vostra incommensurabile vigliaccheria.
La codardia senza limiti, ma precisa, chirurgica nello scegliere oculatamente il bersaglio più facile, la vittima meno difesa, l’altro per il quale nessuno vi condannerà.
Anzi, troverete perfino qualcuno che vi loderà, tra i compagni di viltà.
Perché si sa, quando la codardia ha un suo pubblico diventa addirittura doverosa.
D’altra parte, è inevitabile di conseguenza vietare l’ingresso pure alla vostra totale mancanza di umanità.

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