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Storie di razzismo e migranti

“Papà”, fa Efrem, nove anni. “Perché sorridi?”
Tesfaye attenua solo minimamente la curva che disegna con le labbra.
Sì, in fondo è un sorriso, il suo.
“Vuoi davvero saperlo?”
“Sì.”
“Sorrido perché ora nessuno potrà più respingerci…
“Nessuno potrà accusarci di essere qui per rubare il lavoro agli italiani.
“Agli instancabili e puntuali lavoratori nostrani.
“Nessuno sarà in grado di additarci quali responsabili dell’aumento di criminalità nel paese.
“Questo paese noto nel mondo per la sua specchiata onestà.
“Nessuno, da nord a sud di questo stivale, avrà la libertà di rimarcare la nostra eventuale mancanza di rispetto per le donne.
“Stivale che da nord a sud mette quotidianamente la donna su un piedistallo e che non la sfiorerebbe neppure con il più esile dei fiori.

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